
Quando il potere nasconde vizi inconfessabili
Cosa accade quando chi detiene il potere esige una purezza impeccabile, ma in realtà nasconde vizi inconfessabili? Misura per Misura è un'opera ambigua e senza tempo che vi condurrà in un mondo senza certezze, dove giustizia, moralità e desiderio si intrecciano e dove nulla è come sembra.
Classificata tra i "problem plays" di Shakespeare e scritta nello stesso periodo di Amleto, questa non è una semplice commedia. La produzione di Proscenio Teatro utilizza il potente strumento della satira per denunciare il lato oscuro del potere, la sua capacità di corrompere l'animo umano e il suo amore per gli abusi, gli eccessi e la lussuria.
L'intreccio mescola magistralmente politica e pulsioni sessuali, virtù e vizi, in un vortice di inganni, mascheramenti e svelamenti che sembra condurre a un lieto fine. Ma come sempre in Shakespeare, l'apparenza inganna. I rapporti tra i personaggi sono ambigui fin dall'inizio: le virtù si rivelano non essere tali e i vizi diventano colpe umanamente comprensibili.
L'adattamento, curato da Stefano Tosoni sulla traduzione di Stefano De Bernardin, sceglie di esaltare la componente satirica e grottesca del testo, introducendo elementi di forte impatto scenico e interpretativo.
Il Potere come "Grande Fratello": la figura del Duca che troneggia in controluce è quasi un'entità onnisciente che osserva dall'alto i suoi sudditi, introducendo fin da subito il tema della sorveglianza e della manipolazione del potere.
La Coppia Comica: Per spezzare la tensione e fare da "controcanto alla retorica della giustizia", l'adattamento costruisce una vera e propria coppia comica formata da Lucio e Pompeo.
Un Finale Agrodolce: La risoluzione non è pacificatrice, ma lascia aperti interrogativi profondi sulla natura della giustizia, del perdono e dell'autorità.

