
Un vano trambusto sotto il sole, tra corteggiamenti, danza, risate e ritmo vaudeville
La Sicilia assolata e pretestuosa di Molto Rumore per "Nulla di Shakespeare", diventa un luogo ideale di sole, un’estate dei sentimenti, tutti: amore, odio, rabbia, disperazione. Una giovinezza che si fa eterna per chi magari giovane non è più e che conduce chi è giovane ad una supposta maturità.
Adattata e diretta da Proscenio Teatro, si tratta di una commedia di equivoci e sentimenti, amore, invidie, gelosie, incentrata su un quartetto di innamorati e su tutto quello che gli accade intorno. Benedetto e Beatrice, che si amano nolenti, ma non trovano altro modo che beccarsi come galli in combattimento. Claudio ed Ero, romantici e innamorati dell’amore stesso, che si ritrovano preda dell’invidia e della malevolenza altrui, fino a tingere di nero l’aria della commedia.
I sei attori in scena agiscono al ritmo di una danza, del rito antico e biologico del corteggiamento, come in un vaudeville degli anni trenta, ma con la freschezza della poesia shakespeariana. Conversazioni acute, continuamente origliate in uno spazio aperto che può diventare labirinto delle passioni come il Castello di Atlante.
In tutto ciò non mancano gli equivoci, le trovate comiche, l’arte propria e originale dei commedianti, che contribuisce a creare il trambusto (ché questo è il significato primo di “ado” del titolo originale, Much ado about nothing) per farlo finire nel nulla di fatto.
Un gioco borghese stemperato nella saggezza popolare, che borghesemente conclude con il motto: “Trovatevi una moglie”.
Ma con quale seria convinzione?

